Rilanciare il nord ovest

19 Ottobre 2018

La storia può essere cambiata? 

Il Nord Ovest della Sardegna non ha nulla da invidiare alla Gallura sotto il profilo paesaggistico. Diverso il discorso riguardante le scelte strategiche che ad est sono state centrate mentre Sassari e hinterland non hanno avuto la stessa capacità di interpretare il futuro. Infatti, se Olbia ha puntato decisamente sul turismo, Sassari ha creduto più sull’industria chimica di base e su attività meno compatibili con il paesaggio, credendo che in Sardegna si potesse produrre di tutto e che i mercati internazionali si potessero aggredire con facilità. Si sbagliavano.
Il risultato è che da una parte le fabbriche sono gli hotel, sempre più belli e accoglienti,
mentre sull’alt

I problemi di ieri presentano il conto oggi.

Questo degrado ambientale e la crisi d’identità di Sassari che non ha saputo dialogare con l’hinterland in qualità di città guida, hanno portato l’intero territorio in un profondo stato di crisi da cui è difficile uscirne. Manca ricchezza da produrre ma soprattutto mancano consumatori che possano pagarla, remunerando adeguatamente produttori primari, trasformatori industriali e artigianali ma anche operatori del terziario.

Bisogna riportare a Fertilia Ryanair e le altre compagnie.

Attraverso misure di sostegno notificate all’UE che non alterino gli equilibri di mercato che risveglinoi “gardian” dell’anti trust. Il sostengno alle compagnie aeree e all’aeroporto di Fertilia può essere attuato con azioni di pubblicità istituzionale che utilizzino i vettori e l’aeroporto come veicoli pubblicitarii, senza che sia versato un solo euro per l’abbattimento diretto del costo dei biglietti. In altre parole, l’UE non ha da ridire se la Regione Sardegna investe 8 milioni di euro per azioni pubblicitarie ma nel quadro normativo vigente non può mettere a correre neanche un euro per abbattere il costo dei biglietti aerei. Inoltre, bisogna erogare contributi a tasso ordinario alle imprese turistiche affinchè possano acquistare “all’ingrosso” i biglietti aerei e navali attraverso un’agenzia in house della Regione Sardegna sul vuoto per pieno che le compagnie di trasporto di norma non riempiono, fino a quando il flusso turistico diverrà costante per sei mesi l’anno ed i conti economici delle compagnie andranno in equilibrio senza incentivi pubblici

Servono 10.000 posti letto in più

Per dare al territorio una stabilità economica
e all’aeroporto di Fertilia un futuro roseo, gli operatori che vendono i posti letto devono
attrarre flussi turistici tali da generare una domanda costante e fluida per le compagnie
aeree e navali così da rompere l’isolamento dal resto d’Europa e mettere al sicuro lo
scalo di “casa”. Servono 10.000 posti letto per dare una dimesione di destinazione turistica al territorio che da Bosa porta a Badesi!

Andrea Prato
D.G. Albatros

email:
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Telefono: 360.1082677
Titolo di studio: laurea in legge con specializzazione SDA Bocconi in marketing, direzione aziendale, vendite, statistiche, internazionale delle PMI.

I Numeri

Il costo sociale di aver perso Ryanair

  • 8 milioni erogati a Ryanair hanno generato una media di 150 milioni di PIL nei tanti anni in cui il terriorio ha
    goduto di cospicue entrate derivanti dai turisti che hanno trascorso le vacanze in questo meraviglioso angolo
    di Sardegna.
  • L’IVA che è entrata nelle casse pubbliche ha superato abbondantemente l’investimento di 8 milioni di euro,
    rendendo fruttifera la spesa iniziale, oltre ché per la Regione Sardegna, anche per lo Stato Italiano.
  • Migliaia di sardi hanno viaggiato in europa recandosi nelle principali nazioni europee a costi contenuti, favorendo l’interscambio culturale e la possibilità di integrarsi maggiormente.
  • Il ritardo nelle risposte delle ammini strazioni pubbliche regionali e la scarsa coesione tra i comuni del
    nord ovest hanno generato una perdita del volume di affari per centinaia di milioni di euro in un momento
    favorevole per il turismo sardo che ha acuito la crisi e accresciuto il numero di persone al di sotto della soglia minima di sopravvivenza dignitosa.

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