La Xilella

20 Ottobre 2020

I danni della Xylella nel Salento. 

Il fenomeno della progressiva diffusione della Xylella (Xylella fastidiosa) ha arrecato nel 2019 notevoli danni al settore olivicolo-oleario della Regione Puglia in generale e del territorio del Salento in particolare. Tutto ciò si è verificato nonostante fin dal 2013, allorquando il batterio ha incominciato a diffondersi in misura preoccupante, siano state progressivamente predisposte misure fitosanitarie al fine di contenere e circoscrivere il fenomeno in questione, che ha prodotto un ben triste spettacolo per l’agricoltura italiana, con migliaia di alberi d’olivo che gli olivicoltori pugliesi sono stati obbligati a sradicare o tagliare come legna da ardere.

Effetti e cause di diffusione della Xylella. 

La Xylella è un batterio agente patogeno che, insieme ad altri agenti come miceti (funghi microscopici), produce un disseccamento iniziale delle foglie della pianta che ne è stata colpita, tale in taluni gravi casi da causare la morte della pianta medesima. La diffusione della Xylella è determinata prevalentemente dalla trasmissione attraverso l’attività di insetti come la Zeuzera del castagno (Zeuzera pyrina), farfalla nota anche con il nome di rodilegno giallo o falena leopardo, e la Sputacchina (Philaenus spumarius), insetto di piccole dimensioni appartenente alla famiglia delle cicale (Omotteri) il cui nome deriva dal fatto che la femmina ricopre gli steli delle piante di una schiuma densa di bolle a protezione delle uova dove si sviluppano le larve (neanidi); si tratta di una specie che non arreca (a differenza della Zeuzera) danni diretti alle piante, ma che purtroppo può costituire, come già detto, un potenziale veicolo di trasmissione della Xylella. Le piante suscettibili di patire i danni causati dalla Xylella possono essere, accanto all’olivo, alberi fruttiferi come il pesco e il mandorlo, numerose varietà di agrumi e anche la vite.

Varietà di Xylella e processo di propagazione.

La Xylella è un batterio della famiglia delle Xanthomonadaceae, che si caratterizza per l’elevata variabilità genetica e fenotipica (vale a dire, l’insieme delle sue caratteristiche suscettibili di essere osservabili). Attualmente se ne conoscono quattro sottospecie capaci di contagiare circa 150 differenti varietà di piante: la X. fastidiosa come già detto interessa gli olivi, oltre alle viti e agli aceri; la X. sandyi si contagia all’oleandro; la X. multiplex arreca danno a olmo, pesco e susino; infine, la X. pauca predilige invece le piante di agrumi ed il caffè. Ad accomunare le quattro varietà di Xylella è il processo con cui le piante vengono attaccate dai batteri, che si propagano nei vasi conduttori dello xilema delle piante ospiti, ostruendo i vasi che trasportano l’acqua e le sostanze nutrienti dalle radici al fusto fino alle foglie mediante la formazione di una sostanza di consistenza gelatinosa che impedisce appunto il regolare flusso dei fluidi nelle piante contagiate, che finiscono in tal modo di seccare completamente.

Andrea Prato
D.G. Albatros

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Titolo di studio: laurea in legge con specializzazione SDA Bocconi in marketing, direzione aziendale, vendite, statistiche, internazionale delle PMI.

I Numeri: 

L’entità del calo produttivo del comparto olivicolo in Salento e le conseguenze sul mercato italiano

  • Nel Salento, in Provincia di Lecce nel 2018 è diminuita di un ulteriore 16% la produzione di olive raccolte durante la campagna olivicola – olearia rispetto al 2017, secondo i dati di Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat che confermano il calo della produzione causato dalla propagazione della Xylella fastidiosa.
  • A fronte del calo della produzione di olive e olio nell’area Leccese, nel 2019 in Italia sono aumentate di 13 volte le importazioni di olio dal Marocco e del ben 83% dalla Spagna rispetto al 2018.

Alcune caratteristiche della Xylella 

  • La Xylella fastidiosa è un batterio fitopatogeno non in grado di produrre spore, particolarmente diffuso nelle aree tropicali e sub-tropicali della Terra, che ha manifestato scarsa capacità di sopravvivere alle basse temperature. Ciò malgrado, non si deve ritenere per certa la sua assenza nei territori dal clima più freddo in quanto il batterio della Xylella può comunque trovare protezione dal freddo all’interno degli insetti, i quali a loro volta possono trovare rifugio in ambienti chiusi e con temperature controllate.
  • Gli Stati dove sua presenza è stata riscontrata sono Canada, USA, Messico, Argentina, Venezuela, Brasile e Perù. In Europa (Italia a parte) la sua presenza è ancora incerta in quanto si ritiene che la segnalazione registrata in Francia nel 2012 dopo opportune analisi non abbia avuto un riscontro sicuro.

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