I centri di raccolta del latte dei pastori dovranno essere il cuore dello smart village

20 Febbraio 2019

Nella mia visione, ho sempre creduto che i centri di raccolta latte e i macelli mobili, previsti nell’art.20 della LR.15/2010 dovessero diventare un attrattore formidabile e una “macchina per guadagnare soldi”.

Un luogo di aggregazione dove permettere ai pastori di fare tante cose: oltre a conferire il latte, credo si debbano creare aree dedicate alla macellazione di piccoli animali, alla produzione di salumi e alla caseificazione, il tutto per uso familiare e vendita diretta.

Uno spaccio con ristorazione e vendita dei prodotti del territorio (una eataly in miniatura dove acquistare formaggi, salumi, carne, farina, pane ecc.), un museo del latte (con visita a piccole stalle dimostrative), una struttura ricettiva per accogliere scolaresche e turisti (50 posti letto), un centro di formazione collegato con il mondo per aiutare le famiglie dei pastori ad essere libere dalla schiavitù per allevare anche manager evoluti e non restare appesi al politico di turno .

Ma soprattutto ho pensato al centro elaborazione dati per battere l’asta del latte ed essere aggiornati in tempo reale sugli andamenti di mercato internazionali di materie prime , commodity e formaggi duri.

Un piccolo villaggio che rimettesse al centro l’agricoltura per dimostrare che la nostra vocazione rurale é ricchezza e non disperazione.

Ora bisogna convincere la politica a finanziarli e manager illuminati a progettarla e realizzarla in partnership.

Andrea Prato
D.G. Albatros

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Titolo di studio: laurea in legge con specializzazione SDA Bocconi in marketing, direzione aziendale, vendite, statistiche, internazionale delle PMI.

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